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Carne coltivata, Radicali: “attacco squadrista a Della Vedova, vertici cuneesi stigmatizzino”

17 novembre 2023 | 10:40
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Carne coltivata, Radicali: “attacco squadrista a Della Vedova, vertici cuneesi stigmatizzino”

La Camera dà il via libera al ddl Lollobrigida. Il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova denuncia il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini per aggressione

Radicali Cuneo e +Europa Piemonte pretendono le scuse dei vertici provinciali Coldiretti in seguito a quanto accaduto ieri (giovedì 16 novembre) davanti a Palazzo Chigi tra il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, a margine dell’approvazione della legge sulla cosiddetta carne coltivata.

“Chiediamo – scrivono in una nota Filippo Blengino, Alexandra Casu e Raffaele Fiorito, rispettivamente Segretario, Tesoriere e Presidente di Radicali Cuneo – al Presidente della Coldiretti Cuneo Enrico Nada e al Direttore Fabiano Porcu di stigmatizzare l’attacco squadrista e vergognoso del loro Presidente nazionale Ettore Prandini nei confronti del deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, ‘colpevole’ di essere favorevole alla cosiddetta carne coltivata. Quest’atteggiamento antidemocratico è intollerabile e va condannato anche dai vertici della sezione provinciale più forte in Italia. Noi riteniamo che le posizioni antiscientifiche e antistoriche sul tema della carne coltivata di Coldiretti e del Governo siano un errore, ma mai ci sogneremmo di aggredire fisicamente chi non la pensa come noi. Coldiretti Cuneo dia un segnale forte, e non dimostri di essere parte di una lobby o complice di un gesto inqualificabile”. 

“La violenta contestazione e gli spintoni a cui è stato sottoposto il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova da parte dal Presidente nazionale della Coldiretti sono un segno di intolleranza inaccettabile – aggiunge il coordinatore regionale di +Europa Piemonte Flavio Martino. – I nostri deputati, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, contestavano l’ottusa decisione del governo italiano di vietare in Italia la ricerca scientifica nel campo della carne coltivata, arrecando un danno potenziale al nostro Paese. Infatti, sarà l’autorità europea a stabilire in futuro se prodotti di carne coltivata potranno essere commercializzati nel mercato continentale dopo averne verificato sotto ogni aspetto la salubrità. Vietare la ricerca in Italia non solo è miope e demagogico ma rischia di compromettere le imprese italiane che, in futuro, potrebbero occuparsi della produzione. Come +Europa Piemonte auspichiamo un dibattito non ideologico su questo tema basato sulle evidenze scientifiche e non sul solito populismo demagogico che ha già fatto troppi danni al nostro paese”.

In Aula alla Camera ha avuto il via libera il ddl Lollobrigida che vieta la vendita di alimenti prodotti da colture cellulari. “Non è la prima volta che facciamo da pionieri in Europa – ha dichiarato al riguardo il presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada – l’Italia proprio grazie al pressing di una raccolta di firme della Coldiretti è stata il primo Paese ad adottare norme nazionali per l’obbligo di etichettatura di origine degli alimenti verso il quale si sta progressivamente allineando l’Unione europea con il superamento di dubbi e contestazioni, a livello nazionale e comunitario, che fanno ormai parte del passato”.

Sull’argomento si è espressa anche l’associazione Essere Animali: “esprimiamo ancora una volta profonda preoccupazione per una decisione che frena ingiustamente un settore — quello delle proteine alternative — che ha un doppio vantaggio: da un lato, non contribuisce all’allevamento intensivo di animali, e dall’altro, gioca un ruolo importante nel ridurre le emissioni di gas climalteranti generate dal settore alimentare.  Nel caso della carne coltivata nello specifico, questa misura avrà il grave effetto negativo di rendere impossibile lo sviluppo di aziende italiane in un settore potenzialmente in grande crescita, capace di creare posti di lavoro e indotto economico. Inoltre spingerà alla fuga ricercatori e ricercatrici italiani interessati a lavorare in questo settore. Infine, limiterà la libera competizione nel mercato e la libera scelta di cittadine e cittadini di mangiare ciò che desiderano. Un sondaggio condotto tra i consumatori italiani rivela infatti che il 55% è interessato all’acquisto di carne coltivata, mentre il 75% crede che sia necessario ridurre il consumo di carne convenzionale. Per quanto riguarda invece l’impatto sull’ambiente, studi peer-reviewed — a differenza di quello non ancora soggetto a revisione paritaria che è spesso citato per osteggiare la carne coltivata — dimostrano che la carne a base cellulare potrebbe ridurre, in confronto alla carne bovina convenzionale, le emissioni fino al 92%. Potrebbe inoltre tagliare fino al 94% l’inquinamento atmosferico associato alla produzione di carne e fino al 90% l’utilizzo di terreni”.