Caso “Cement e rifiuti pericolosi”: nuova assemblea del comitato “Clavesana dice NO”





In vista della conferenza del 20 febbraio, il punto della situazione e un appello alla popolazione a manifestare a Cuneo e a rinnovare il tesseramento
A meno di trenta giorni dalla data della convocazione della nuova seduta della Conferenza dei Servizi che deve valutare il rilascio dell’autorizzazione ambientale per il progetto relativo ad un deposito per rifiuti pericolosi e non, proposto dalla ditta Cement Srl all’interno dell’area produttiva del comune di Clavesana, il comitato popolare “Clavesana dice No”, costituitosi all’indomani della “scoperta” della giacenza di tale ipotesi di insediamento all’albo pretorio provinciale, ha convocato la propria assemblea dei soci allo scopo di approvare il bilancio dell’associazione e di relazionare sugli sviluppi del procedimento.
In sala “Unità d’Italia” di frazione Madonna della Neve, mercoledì 29 gennaio si è presentato un folto pubblico nelle fila del quale erano presenti, oltre all’intera maggioranza comunale locale, anche alcuni amministratori della zona, tra cui i sindaci di Carrù Nicola Schellino, Lequio Tanaro Giuseppe Trossarello e Farigliano Ivano Airaldi.
Ha condotto la serata il giornalista Marco Volpe, esordendo sull’importanza della partecipazione e della informazione e dando in seguito la parola a Giuseppe Bracco, membro del direttivo del comitato, che ha illustrato il bilancio dell’associazione, il quale presenta, anche grazie al contributo di 750 euro devoluto dalla Banca Alpi Marittime, un attivo di poco più di 6000 euro, a seguito delle uniche spese, sostenute in consulenza legale, assicurazione e spese bancarie:”Ma il 2025 è un anno in cui è presumibile ipotizzare diverse importanti spese.”
LA SINTESI CRONISTORICA
Volpe ha di seguito illustrato in estrema sintesi la cronistoria che ha condotto il procedimento fino ad oggi e alla prossima seduta della conferenza, rimarcando la vendita da parte del Comune di Clavesana, amministrato dal 2009 al 2024 dal sindaco Luigino Gallo – avversario elettorale dell’attuale primo cittadino e sconfitto nelle consultazioni del giungo scorso – di tre successivi lotti all’azienda proponente tra il 2019 e il 2021: “Nel 2023 Cement srl presenta presso la Provincia di Cuneo il progetto preliminare del deposito (in realtà si trattava di una riformulazione di un progetto già depositato in provincia nel maggio 2021, sul quale l’ente aveva sottolineato la mancanza di diversi dati essenziali n.d.r.) che si divide in due richieste di autorizzazione: una per l’ampliamento dell’attività di recupero inerti già in essere e una per un nuovo impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non. A ottobre dello stesso anno la vicenda “esplode” nel dibattito pubblico e nasce il comitato “Clavesana dice No”, il quale prepara in breve tempo le memorie da depositare presso la Provincia in vista della Conferenza dei Servizi del 21 novembre successivo.”
La stessa si chiuse con un diniego provvisorio, condizionato alla richiesta di controdeduzioni da parte della ditta proponente, che redasse e depositò le stesse nel dicembre 2023, ipotizzando, nel caso di rigetto dell’istanza, una richiesta di risarcimento danni di ben 28 milioni di euro.
Il settore ambiente della Provincia di Cuneo riaprì il procedimento nel maggio 2024, chiedendo ulteriori controdeduzioni alla Cement srl entro la scadenza di un mese, poi prorogata a sei mesi, per cui il 3 dicembre 2024 la ditta depositò il documento e l’ente diede alla controparte, tra cui il comitato, tempo fino al 27 dicembre per il deposito delle contro-osservazioni. Il comitato ottemperò il 25 dicembre.
A seguito, infine, della richiesta da parte del Comune di Clavesana di spostare la seconda seduta della conferenza, inizialmente prevista per il 23 gennaio 2025, la data è stata posticipata al 20 febbraio 2025.
LE OSSERVAZIONI DEL COMITATO
Gli interventi dei membri del direttivo Alessia Revelli e Alessio Chiavarino hanno poi affrontato l’illustrazione in estrema sintesi del documento prodotto a dicembre 2025, viste anche le poche domande anonime depositate nel contenitore predisposto dal comitato stesso e posizionato nell’atrio del palazzo degli uffici comunali nei giorni precedenti.
Schematicamente le osservazioni del comitato riguardano:
– l’ampiezza dell’area sulla quale attualmente Cement sta lavorando, che parrebbe, dalle mappe aeree, grande fino a quattro volte quella inizialmente prevista dall’autorizzazione del 2020, ancora in corso di validità (3000 mq), anno in cui buona parte dei terreni oggi apparentemente utilizzati erano di proprietà comunale.
– alcuni parametri dettati dall’articolo 25 del vigente Piano Regolatore, che sembrerebbero non essere stati presi in considerazione rispetto alla volumetria prevista e all’impatto visivo delle costruzioni relative al nuovo impianto, oltre che relativamente alla strada che collega l’area in piano campagna con la zona sopraelevata a sudovest (nella quale pare essere in corso attività, pur essendo non compresa nell’autorizzazione originaria).
– il fatto che diversi documenti depositati da Cement in provincia presentino, in filigrana, la scritta “BOZZA”.
– il fatto che le rilevazioni acustiche di cui si da atto nella relazione siano datate 31 ottobre 2024, giorno in cui presumibilmente le lavorazioni erano ferme.
– la previsione di due impianti mobili di frantumazione con l’affermazione che la loro attivazione avverrà in maniera alternata e mai in contemporanea.
– riguardo la corposa necessità di risorse idriche propria della natura dell’attività prevista, non parrebbe chiaro l’approvvigionamento; inoltre non sembra esserci risposta sulla protezione della conduttura afferente ad ALAC – Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi – presente nel sottosuolo dell’area, rispetto al transito di macchinari e allo spostamento di materiali pesanti in loco.
– Infine riguardo alla tutela paesaggistica e archeologica correlata alla presenza, fino a pochissimi anni fa, di una zona completamente boscata che ricopriva parte dell’area oggi visivamente funzionale all’attività, e al ritrovamento, nei primi anni ‘90, di diversi reperti funebri di epoca romana in area attigua.
Il documento integrale redatto dal comitato verrà pubblicato sul sito web della Provincia nei giorni immediatamente successivi la conferenza.
L’APPELLO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 20 FEBBRAIO A CUNEO
Giuseppe Bracco, spronando alla presenza alla manifestazione che si terrà a Cuneo il 20 febbraio, giorno della Conferenza, e Giovanni Bracco, presidente della Cantina Clavesana, enfatizzando la ricchezza del territorio e del lavoro fatto per valorizzarne le eccellenze, hanno voluto sottolineare come il confronto sia ancora pienamente in atto, al di la dello scoramento che può derivare dai tempi cosi lunghi.
In conclusone Chris Bangle ha incoraggiato la platea a continuare a sostenere il comitato, ricordando che ciò che viene fatto è importante per la “Clavesana che sarà” e per chi l’avrà in eredità dalla generazione presente: “Come recita un vecchio detto inglese: “il 90% della vita è semplicemente esserci! Venite a Cuneo!”
I MINIMI INTERVENTI DI SINDACO E PUBBLICO
Nel proprio telegrafico discorso, il Sindaco Bruno Terreno ha ringraziato il comitato, ricordando che il Comune sta continuando il lavoro necessario per esprimere la propria posizione contraria all’appuntamento del 20 febbraio: “Non posso esprimermi oltre poiché ci sono vari procedimenti aperti e quindi spero di poter rispondere al più presto alle domande che vorreste farmi”
(Molto probabile che i “procedimenti” cui si riferisce il primo cittadino siamo almeno in parte correlati alla maxi operazione di procura e carabinieri del 6 novembre scorso, o almeno così è parso dai commenti a voce bassa del pubblico, a latere dell’assemblea n.d.r.)
In conclusione di serata una manciata di interventi dal pubblico hanno sottolineato la necessità della copertura mediatica per la manifestazione del 20 febbraio e la possibilità di trarre spunti utili da alcuni studi fatti negli anni ‘90 per l’opposizione all’insediamento di una discarica.
Michele Bertolino, esperto di rifiuti, già consulente del comitato, ha infine sottolineato come non ci si debba aspettare un iter veloce per il procedimento, in quanto in ciascuna della due ipotesi di conclusione della conferenza, cioè che si autorizzi o meno il progetto, la parte avversa ha la possibilità di appellarsi alla giustizia amministrativa, con le tempistiche che ne conseguono.
Nei prossimi giorni il Comitato è a disposizione per il tesseramento 2025 e per l’eventuale prenotazione di posti sui pullman messi a disposizione per la manifestazione di Cuneo del 20 febbraio.
NON SOLO CONFERENZA: RICORSI E INTERROGAZIONI
Pare utile sottolineare che la linearità, pur conflittuale, del procedimento per l’eventuale insediamento del deposito di rifiuti pericolosi, è stata movimentata anche da tre ricorsi al TAR Piemonte da parte della ditta Cement srl e della ditta Zimbardi – insediata nei pressi dell’area oggetto di progetto e impegnata anch’essa nel recupero di rifiuti, il cui titolare era peraltro presente tra il pubblico di mercoledi 29 -. Essi riguardano due deliberazioni dell’amministrazione Gallo del 24 aprile 2024 e un’ordinanza dell’ufficio tecnico comunale dell’8 giugno successivo.
Inoltre il caso “Cement” ha trovato spazio per ben due volte a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte, come oggetto di due distinte interrogazioni presentate nella XI e XII legislatura, rispettivamente dal consigliere albese Ivano Martinetti – discussa il 14 novembre 2023 – e dalla consigliera cuneese Giulia Marro – discussa il 17 settembre 2024.
Infine è giacente alla Camera dei Deputati dal marzo 2024 una interrogazione a risposta scritta a firma dell’Onorevole torinese Marco Grimaldi, destinata al Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ed al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, relativamente alla regolarità della vendita dell’area da parte del Comune di Clavesana a Cement srl.