“No ai guardrail assassini”, a Verona un appello dalla Granda per le strade sicure

Domenica si è svolto l’incontro per la sicurezza stradale promosso dal motoclub Grandabike e dal gruppo facebook “Cuneo e provincia”
Domenica a Verona si è tenuta la conferenza stampa “No ai guardrail assassini”, per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema che riguarda la vita di tutti. L’incontro ha visto la partecipazione di associazioni, esperti e cittadini uniti dalla volontà di rendere le strade più sicure, eliminando i rischi derivanti da infrastrutture obsolete o mal progettate e dall’incuria.
Mario Giachino, rappresentante di Strade da moto, ha raccontato come è nata l’iniziativa, partendo dall’installazione di un guardrail sul ponte del Sale, frutto del lavoro del motoclub Grandabike e dal gruppo Facebook “Cuneo e Provincia”, gestito da Stefano Vizzotto e Alessio Aresu. L’idea è cresciuta, coinvolgendo anche Giorgio Mollo, fondatore del gruppo “Diciamo basta ai guardrail killer”, con l’obiettivo di collaborare con associazioni storiche che da anni si battono per la sicurezza stradale. Tra queste figurano il Coordinamento Nazionale Motociclisti di Mauro Favazza, l’Associazione Motociclisti Incolumi (AMI) guidata dal dottor Marco Guidarini, Pasav di Cristiano Invaso, 2Nove9 di Roberto Cancedda e Un occhio per Elena di Graziella Viviano.
Uno dei temi centrali affrontati è stato quello dell’ergonomia stradale, introdotto dal dottor Marco Guidarini. “La sicurezza di un veicolo su strada è strettamente legata al “grip”, ovvero l’aderenza, che dipende per il 60% dalla qualità dell’asfalto e per il 40% dai pneumatici. Tuttavia, asfalto usurato, ostacoli fissi e infrastrutture pericolose, come i guardrail tradizionali, continuano a essere tra le principali cause di incidenti gravi”.
Durante la conferenza sono stati mostrati i risultati di test con manichini contro diversi tipi di guardrail. I danni provocati da quelli classici si sono rivelati così devastanti che, a causa del costo elevato dei manichini (circa 200.000 euro l’uno), spesso non si effettuano più prove sperimentali. Dettagliato anche il report sui costi umani ed economici legati agli incidenti stradali. Per ogni persona deceduta è prevista una spesa media di 1.800.000 euro, mentre per un disabile paraplegico si parla di circa 1.000.000 di euro. Anche i feriti rappresentano un costo significativo: un ferito grave costa mediamente 450.000 euro, uno medio 20.000 euro e uno lieve 8.000 euro. Questi dati, pur stimati per difetto, dimostrano l’urgenza di investire nella prevenzione e nella manutenzione delle strade.
Durante l’incontro sono emerse proposte concrete per affrontare i problemi più urgenti e migliorare la sicurezza stradale. Mauro Favazza del comitato coordinamento motociclisti ha sottolineato la necessità di verificare regolarmente lo stato di conservazione delle strade e degli asfalti, chiedendo che i responsabili della manutenzione siano ritenuti legalmente responsabili per eventuali negligenze, proprio come avviene nel settore della sicurezza sul lavoro. Un punto cruciale è stato sollevato da Graziella Viviano, che ha ribadito l’importanza di rendere le associazioni parte integrante delle commissioni nazionali. È stato grazie a lei che i motociclisti sono stati ufficialmente riconosciuti come utenti deboli della strada, un passo avanti significativo. Allo stesso tempo, Luca Gavotto del motoclub Grandabike ha proposto interventi che il gruppo vuole iniziare a lavorare: occorre creare un tavolo con esperti e associazioni per discutere di sicurezza stradale, monitorare lo stato del manto stradale attraverso tecnologie avanzate come lo skin tester e rivedere la legge del 2019 che impedisce l’installazione delle bande salva motociclisti sui guardrail esistenti. Un altro punto critico toccato da Roberto Cancedda di 2nove9 riguarda la gestione dei fondi derivanti dalle multe: per legge, il 50% di queste somme dovrebbe essere investito nella messa in sicurezza delle strade, ma spesso ciò non accade o viene fatto senza criteri chiari. Infatti, il ministro Salvini a già proposto un’organo di controllo. Cristiano Invaso Pasav ha illustrato le loro iniziative di educazione stradale dall’ infanzia al periodo di scolarizzazione, dai parchi giochi a tema alla sensibilizzazione delle scuole, fino alla sicurezza stradale e alle amministrazioni pubbliche.