“Boves antifascista perché antifascismo è parte costitutiva della nostra identità collettiva”

È scritto nella memoria della nostra comunità, forgiato dai fatti che hanno segnato la nostra terra e radicato nel sacrificio di coloro che hanno pagato con la vita la scelta della libertà. Si tratta di una consapevolezza che non nasce da esigenze ideologiche, ma dall’oggettività della storia condivisa”, scrive il sindaco di Boves Matteo Ravera
Scrive Matteo Ravera, sindaco di Boves.
Con questo messaggio pubblico intendo rispondere alle sollecitazioni ricevute in merito alle recenti dichiarazioni del Sindaco di Valdieri. Avrei sinceramente preferito non entrare nel dibattito, convinto che, in certi casi, il silenzio possa essere la via più efficace. Tuttavia, di fronte a una richiesta esplicita da parte di entrambi i gruppi consiliari di minoranza, sono obbligato a intervenire.
Pensavo che quanto fatto in questi anni avesse già reso evidente – e senza ambiguità – quale fosse il pensiero mio e dell’Amministrazione che rappresento, senza necessità di alimentare ulteriormente una polemica che rischia di spostare l’attenzione dai ragazzi, veri protagonisti di questa iniziativa, che si ritrovano coinvolti in un dibattito che nulla ha a che vedere con il valore educativo del percorso pensato per loro.
Boves è, da sempre, città profondamente antifascista. Non lo è solo per la sensibilità dell’Amministrazione in carica, ma perché l’antifascismo è parte costitutiva della nostra identità collettiva. È scritto nella memoria della nostra comunità, forgiato dai fatti che hanno segnato la nostra terra e radicato nel sacrificio di coloro che hanno pagato con la vita la scelta della libertà. Si tratta di una consapevolezza che non nasce da esigenze ideologiche, ma dall’oggettività della storia condivisa.
Per questa ragione, negli ultimi due anni mi sono attivato per restituire dignità e visibilità alla memoria storica di Boves. Abbiamo valorizzato la collezione Adriana Filippi – 160 opere rimaste per quarant’anni nel sottotetto della biblioteca – oggi esposte in un museo a lei dedicato. Abbiamo ideato e realizzato i “Luoghi della Resistenza”, un itinerario diffuso che guida cittadini e visitatori attraverso i luoghi simbolici della nostra storia. Abbiamo presentato un progetto – il cui finanziamento è già approvato dalla Regione – per la creazione, a Boves, di un Museo permanente della Resistenza, che possa diventare presidio culturale e civile per le nuove generazioni. Ma non ci siamo limitati agli aspetti materiali. Da quest’estate abbiamo promosso la costituzione di un tavolo di lavoro informale con ANPI, Parrocchia, Scuola di Pace, Associazione don Bernardi e don Ghibaudo, per costruire insieme – con spirito di dialogo e condivisione – le commemorazioni istituzionali del 19 settembre e del 25 aprile. Un passo importante, che testimonia come la nostra Amministrazione scelga di vivere la propria storia non come una ritualità da ripetere, ma come una responsabilità viva e condivisa. Senza retorica, senza strumentalizzazioni, ma con rispetto verso la verità storica, il sangue versato, la libertà conquistata e le speranze costruite.
Difendere la Costituzione, onorare la Resistenza, coltivare la Memoria: tutto questo non divide, ma unisce. Significa custodire le radici della nostra democrazia, preservare ciò che ci ha resi liberi. La Resistenza e la Costituzione non sono eventi distinti o contrapposti, ma sono momenti diversi di un’unica storia. La Costituzione è il frutto diretto, consapevole e faticoso, di quella stagione di lotta, dolore, coraggio e speranza. Lo testimonia anche l’esistenza dell’omonimo Comitato “Resistenza e Costituzione” istituito presso il Consiglio Regionale del Piemonte, di cui fa parte – su mia indicazione – anche la Presidente dell’ANPI di Boves, Enrica Giordano. Ma attenzione, la memoria è viva solo se si traduce in gesti concreti. L’antifascismo non deve essere una dichiarazione d’intenti o una sorta di patente di moralità da distribuire o pretendere, ma un faticoso impegno quotidiano, fatto di coerenza e responsabilità.